Mentre milioni di persone seguono i Mondiali di calcio e scoprono bandiere, lingue e tradizioni diverse, c'è una cosa che accomuna quasi ogni Paese del pianeta: il pane.
Cambiano i cereali, cambiano le farine, cambiano i metodi di cottura. Alcuni pani lievitano per ore, altri vengono cotti in pochi minuti su una pietra rovente, altri ancora non prevedono alcuna fermentazione. Eppure l'idea di base è sempre la stessa: trasformare farina e acqua in qualcosa da condividere.
Ogni popolo ha il suo pane
Il pane racconta il luogo in cui nasce. Nelle zone ricche di grano tenero troviamo pani soffici e ben alveolati. Dove il clima è più secco e il grano duro cresce meglio, prevalgono pani dalla crosta spessa e dalla mollica compatta. In altre parti del mondo entrano in gioco mais, segale, avena, miglio, sorgo o altri cereali locali.Anche il forno racconta una storia: forno a legna, forno in pietra, pareti di argilla, piastra, padella o brace. Ogni metodo lascia la propria firma sul pane.
Alcuni pani diventati simbolo
Si potrebbero citare centinaia di esempi, ma alcuni sono ormai conosciuti in tutto il mondo.Italia: dalla pagnotta rustica alla focaccia, fino ai pani regionali come il Pane di Altamura che è stato il primo pane europeo a ottenere la DOP.
Francia: la baguette, lunga, sottile e dalla crosta croccante che nel 2022 è entrata nel patrimonio culturale immateriale UNESCO.
Germania: uno dei Paesi con la maggiore varietà di pani, conta oltre 3’000 tipi diversi, spesso preparati con segale e cereali misti. La cultura del pane tedesco è stata inserita nel patrimonio culturale immateriale nazionale.
Medio Oriente: pani piatti come la pita, perfetti per accompagnare salse e piatti condivisi.
India: naan e chapati, cotti rapidamente su piastre o nei tradizionali forni tandoor.
Messico: tortillas di mais o di frumento, base quotidiana di moltissime preparazioni.
Scandinavia: pani di segale, spesso molto ricchi di fibre e dalla lunga conservazione.
Sono pani molto diversi tra loro, ma tutti rispondono alla stessa esigenza: nutrire e stare insieme.
Più che una ricetta
In quasi tutte le culture il pane occupa un posto speciale. È presente nelle feste, nelle celebrazioni religiose, nei momenti di condivisione familiare. In molte lingue, la parola "pane" è diventata sinonimo stesso di cibo, lavoro o sostentamento, basti pensare al modo di dire “guadagnarsi il pane quotidiano” (in inglese: “earn one’s daily bread”).Questo ci ricorda che il pane non è soltanto un prodotto da forno, ma uno degli alimenti che più hanno accompagnato la storia dell'uomo.
Un linguaggio universale
Anche chi panifica in casa vive, senza accorgersene, una tradizione che attraversa continenti e secoli.Quando pesiamo la farina, aggiungiamo l'acqua e aspettiamo che il tempo faccia il suo lavoro, ripetiamo un gesto che milioni di persone compiono ogni giorno in ogni parte del mondo. Cambiano le farine, cambiano i pani, ma il principio rimane sorprendentemente lo stesso. Forse è proprio questo il bello del pane: parlare lingue diverse, pur raccontando sempre la stessa storia.
